DEMA
«L'atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l'inizio della ragione.» - Erich Fromm
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venerdì 10 luglio 2009

Finalemente il genio....

Prendete un attore. Uno che non si vede nelle fiction tv. Metti che questo chiama i suoi "migliori amici" che guardacaso suonano chitarra, batteria, violoncello e fisarmonica. Si da il caso ora che questo attore sia l'espressione piu vicina alla genialità che al momento c'è in giro. Bene. Mettetelo su un palco e immaginate cosa ne esce?
Mi aspettavo la teatralità sulla musica, i contenuti sulle armonie. Ieri sera c'era tutto. C'era la musica nemmeno troppo "da quattro accordi e via", c'erano i contenuti e c'era visibile palpabile il genio di chi ha creato tutto questo. Ascanio Celestini.
Non avevo mai visto l'attore dal vivo. Avrei voluto assistere ad un suo spettacolo teatrale, uno di quelli con quegli scioccanti monologhi infiniti. In realtà sono finito per partecipare ad un concerto del suo primo album (peraltro la miglior OPERA PRIMA che mi sia mai capitato di sentire).
E' stato senza ombra di dubbio un concerto e con l'alternarsi delle sue canzoni a storie narrate a monologhi piu o meno brevi è riuscito a non farmi ricordare l'ultima volta. Non ricordo l'ultima volta allla quale ho asssistito ad uno spettacolo di cosi alto livello. Dopo la scomparsa di un Genio come Giorgio Gaber ho pensato che non ci sarebbe piu stato un aritsta che avrebbe potuto fare qualcosa di pari livello. Non di simile, perchè Gaber era unico come è unico Celestini ma di pari spessore. Quest'uomo, con il suo divertentissimo accento romano, che saltella sul palco a fine concerto, che racconta storie difficili tentendoti incollato alla trama, ad un certo punto decide di fare un disco con concerti e li fa straordinariamente bene. Come Re Mida Celestini ha un dono. Trasforma tutto ciò che fa in straordinario e vedelo dal vivo mentre lo fa è una cosa impressionante.

lunedì 23 marzo 2009

Parole Comprate



Occorre riappropriarsi delle parole.

Ci sono parole che non le si puo dire. Qualcuno le ha comprate. Le ha comprate e le usa come vuole. Noi le parole le svendiamo. Le abbiamo svendute in cambio di qualche ritornello e di qualche culo da guardare in diretta tv dalla casa del grande fratello.

Le parole non dovrebbero essere in vendita. Il dizionario è una cosa seria. Le parole hanno un significato perchè tutti gli danno lo stesso significato. Perchè tutti le dicono. Non si devono vendere le parole. Altrimenti, nella migliore delle ipotesi cambiano significato. Nella peggiore te le levano e basta.

IL POPOLO E' UN BAMBINO

l popolo è un bambino.
Fa tante domande e tu non gli puoi dire la verità sennò quello ti mette in difficoltà.
Per esempio io c'ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe.
Mi ha detto "papà cosa sono i terroristi?"
Io gli ho voluto dire la verità, gli ho detto: "Ti ricordi quando eri bambino? A Natale ti ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale.
Tu sei un bambino intelligente e non ci hai creduto.
Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l'albero e la mattina appresso quando li hai visti hai incominciato a credere che li aveva portati Babbo Natale. Hai pensato che se c'è il regalo significava che c'è anche il barbone che lo porta con le slitte, con le renne.
E invece ero sempre io.
E i terroristi sono la stessa cosa. Qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi.
Poi scoppia 'na bomba, crollano un paio di grattacieli
e tutti pensano che se c'è l'attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l'hanno fatto...
ma è tutta una bugia, è sempre papà che zitto zitto di notte fa scoppiare le bombe e poi da' la colpa ai terroristi" .
E mio figlio mi fa:
"l'amico mio Pancotti Maurizio - che Robertino frequenta
un bambino ciccione che è insopportabile e secondo me è pure un po' deficiente – m’ha detto “­Pancotti Maurizio dice che questa cosa si chiama strategia della tensione!"
Allora io gli ho risposto "l'amico tuo Pancotti Maurizio è comunista!
E lo sai perché è così ciccione? Perché i comunisti si mangiano i bambini. Stai attento quando vai a fare la merenda da lui perché ti si mangia!"
E mio figlio Robertino ha cominciato a tremare.
Per una settimana non è più uscito di casa.
Gli ho fatto fare tutto quello che volevo, gli dicevo "lava la macchina! Metti a posto la stanzetta! Portami le ciabatte!", lui mi ubbidiva come un cagnolino. Perché si governa con la paura.
E il popolo è uguale.
Il popolo è un bambino.
Se vuoi che non si perda nel bosco gli devi dire che c'è il lupo cattivo, l'uomo nero!
I terroristi, l'arabi col barbone, i pirati della Malesia. Ogni tanto insomma bisogna cambiare, fare la rotazione.
Il diavolo, gli zombie, il mostro di Loch Ness, il bocio, i marziani, i fantasmi.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura ti porta le ciabatte, ti lava la macchina.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura ti ubbidisce subito.
Il popolo è un bambino e si governa con la paura.