DEMA
«L'atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l'inizio della ragione.» - Erich Fromm

mercoledì 22 settembre 2010

Senza Titolo

Via, mi sono rotto. Cambiamo per l'ennesima volta questo blog. L'attualità non è attuale è sempre la stessa minestra, la satira non funziona nemmeno a tirarmi su il morale. Ma fortuna che c'è questo Blogg. Non ho lettori. Il fatto di non avere lettori è un gran vantaggio. Il vantaggio di chi puo scrivere quel cazzo che gli pare tanto nessuno farà niente.
Stamattina mi sveglio con questa angoscia e poca voglia di lavorare. Non sono uno che lavora poco o cerca di scansare la fatica. Ma l'idea oramai persistente che il risultato della mia fatica non sia utile a nessuno mi toglie la voglia. La domanda che mi si ficca in testa stamattina alle 07.14 ora locale è la seguente. Perchè sono stato condannato ad essere uno schiavo? Ok, schiavo è esagerato? Chi leggesse questa pagina potrebbe dire .. signor Dema, piano con le parole!!! E' vero lo schiavismo è stato abolito la democrazia ha preso piede in quasi tutto il mondo occidentale di cui faccio parte e la libertà ha trionfato al punto che al governo del mio paese c'è il popolo della libertà. Di che diavolo dovrei lamentarmi? E dopo questa considerazione mi si pianta in testa insistente come un ticchettio continuo la seconda domanda. Perchè devo essere governato? .... Una decina di secondi di silenzio è d'obbligo di fronte ad una domanda del genere. Credo che la maggior parte dei miei contemporanei non si sia mai posta nemmeno la domanda. E quando qualcuno la pone? Ecco, ponendo questa domanda si causa quel vuoto di pensiero che sta a metà tra .. dobbiamo essere governati perchè siamo pecore e non abbiamo la minima idea di come si faccia a convivere ... (cosa che disturba ed è difficile da ammettere per questo difficile da dire) ..e .. cazzo sai che non ci avevo mai pensato? A chi si pone questa seconda domanda mi piacerebbe parlare. Con lui mi piacerebbe passare una decina di minuti a discorrere di questo. Perchè chi si è rassegnato ad essere pecora bisognosa del pastore non ho niente da dire. Ma al secondo a colui che ha spento la ragione, che ha barattato la logica con un misero stipendio, a quello che ha abbracciato le regole di questo gioco del governato e del governante fingendo che sia democratico passatampo a quello che ha regalato la sua libertà al miglior offerente intederei parlare. Ma non in questa sede e ci vorrebbe davvero troppo tempo e poi francamente non so quanti starebbero all'ascolto.
Questo pensiero mi ricatapulta immediatamente al mio posto. Nella mia città, nel mio ufficio inchiodato alla mia scrivania davanti al mio solito telefono .. attendo il trillo .. lo guardo ... ha una forma strana. Sembra ostile e rassicurante allo stesso tempo. Ha l'aspetto della donna bellissima gentile e pericolosissima. Rassicura il sentirlo squillare, rassicura la tranquillità stantia ereditata da non so chi di sentirsi al sicuro perchè si conserva ancora un posto di lavoro. Rassicura ma non risponde alle mie domande. Fa solo altre domande. E' impassibile. Stessa forma stesso colore stessa voce. Tutti la stessa. Chiunque parli dall'altra parte ha la stessa voce. Esistono? Voglio dire le persone che mi parlano ogni giorno dall'altro capo di questo oggetto capolavoro di tecnologia esistono davvero? A volte penso siano semplicemente un diversivo creato soltanto per dare a me qualcosa da fare durante la giornata. Da chi? Questa è un altra domanda e siamo a tre. Per chi o cosa impiego le mie forze ogni giorno? Non lo conosco. Non ha un viso. E' un entità. Comincio a dubitare che esista anche lui. Ma esistere o no, la sua percezione esiste e serve a rassicurare. Tiene tranquilli tutti. Me, i miei colleghi e i miei contemporanei tutti. La presenza del grande capo è come dire ... sedativa. Serve sempre. Tre domande .. nemmeno una risposta. E poi c'è il senso di colpa. Un senso di colpa antico e violento. Quello del noioso e annoiato quasiborghese che mantiene un lavoro, ha una casa una vita normale, che si lamenta per le sue condizioni di vita. Si sente l'assurdita del ragionamento se solo sposto il mio sguardo al di fuori delle mie mura. Della mia città della mia nazione del mio amato e unico mondo occidentale. A che posto sto esattamente nell'umanità? Altra domanda.. dannazione .. a questa forse posso dare una risposta.. ci posso provare per lo meno. Credo alta. Medio alta. Diciamo che se l'umanità si misurasse con il centimetro, con un centimetro lungo un metro, questo tra parentesi farebbe del nostro centimetro uno strumento che a buon diritto potremmo chiamare METRO, starei ad una sessantina di centimetri centimetro più centimetro meno. Dunque ho il mio metro. Misuro l'umanità. Fingiamo come di appoggiarlo a terra e lasciarlo andare verso l'alto. In basso, vicino al pavimento, tra la polvere e gli insetti chi ci metto? Provo a metterci i poveri. I poveri quelli veri quelli che vediamo alla televisione nei documentari dei viaggiatori o dei turisti occasionali. Quelli che vivono in Africa. Chissà perchè i poveri stanno tutti sotto l'equatore per noi uomini medi. Ma un attimo. I poveri. Quelli che non hanno niente, non hanno un lavoro che non hanno un governo che non hanno uno stato un identità nazionale che non hanno nemmeno molto cibo, che non hanno il denaro la moneta, forse loro, voglio dire, probabilmente non sono davvero quelli che dovrebbero stare al pavimento. Insomma conservano paradossalmente un alto grado di libertà. Dalle istituzioni dalla dipendenza dallo stato dal senso di appartenenza alla razza. Ecco, probabilmente li cambierei di posizione con i prigionieri. I prigionieri. Concetto un po fumoso, ma esistono nel mondo, o per lo meno ne ho sentito parlare, prigionieri poveri. Gente che oltre a non avere niente non conserva nemmeno quel grado di libertà. Sono carcerati, ghettizzati, handicappati, discriminati, deportati, malati, diversi e poveri. Tutti ugualmente diversi poveri e dimenticati. Ecco loro sono a livello pavimento. Poi vengono i liberi ma poveri di cui sopra. Che hanno l'illusione di una libertà che infondo non è altro che la libertà di morire di fame. Sopra, diciamo ad una ventina di centimetri dal pavimento ci sono quelli che vivono di stenti. Che riescono a raccattare qualcosa da mangiare con espedienti o lavorucci. Insomma quelli che cercano disperatamente di inserirsi nella società nella quale vivo io ma che fanno sempre troppa fatica. Quelli che si vogliono affermare, che vogliono un posto in cui vivere. Che si affannano e consumano la loro esistenza nella speranza un giorno di entrare a far parte di questo sistema economico-sociale che è detto occidentale. Questi un po piu lontani dalla polvere ma non ancora troppo non hanno molta coscienza di chi sta sotto di loro. Diciamo che sono piu avvezzi a guardare verso l'alto. Sono molti che gli stanno sopra. e loro aspirano a salire lungo il mio metro appoggiato al pavimento. Diciamo che quella di risalire il metro è una tendenza più o meno diffusa. Guardando su le persone vedono chi sta proprio poco sopra di loro. I piu invidiosi riescono a vedere due o tre gradini sopra. Ma la tendenza è la stessa. Guardando sopra questi alti venti centimetri possono vedere i loro prossimi vicini. Sono persone già inserite nella società che spende compra, con un po di precarietà. Non sono sicurissimi della loro posizione. Traballano, ma sono come dire quasi arrivati alla sopravvivenza pertanto quasi felici. Orgogliosi forse. Sono quelli che hanno una voglia esagerata di rivalsa, ma contemporaneamente e forse anche in maggior misura hanno bisogno di preoccuparsi di mantenere la loro posizione per non scivolare un decimetro piu in basso. Loro sono ancora considerabili quasi poveri. Ma cominciano ad avere sempre meno libertà. Cominciano a sacrificare la loro libertà in nome di quello che li fa sopravvivere. Cominciano mano a mano ad assuefarsi al sistema che per essere posizionato bene nella società del metro debbano rinunciare a qualcosa. Non tutti lo fanno. Quelli che non ci riescono restano li, magari salgono col tempo un gradino, quando sono troppo stanchi e vecchi per poterselo godere altri scivolano nuovamente piu sotto senza accettare le regole del gioco. Altri ancora salgono, salgono il metro si arrampicano e si pongono come limite soltanto la possibilità. Posso arrivare fino in cima si dicono. Ne fanno la ragione di vita e cominciano a guardare solo piu verso l'alto. Questi, probabilmente, guardando verso l'alto vedono me. Ecco che mi trovo circa a quaranta centimetri da terra. Pensavo onestamente di stare più su. Ma in fondo non me la passo poi cosi male. In questa categoria siamo in tanti. Inseriti bene o male nella brodaglia di società che qualcuno ha costruito, forse piu per meriti di nascita che personali. Per eredità paterna diciamo. Qui consumiamo la nostra esistenza chi piu chi meno essendo dipendenti da tutto. Abbiamo i vizi di quelli che ci stanno sopra, i lussi diciamo e condividiamo la condizione un po precaria di quelli sotto di noi. Inoltre... siamo dipendenti e ossequiosi verso chi si trova sopra. Questa è un novità. Da questo punto del metro in po si manifesta questa strisciante accondiscendenza verso chi occupa una posizione piu alta di noi nel metro sociale. Questa credo sia la categoria con il piu nutrito gruppo di disadattati. Gente che non sa cosa vuole. Non sa se vuole fare un salto verso l'alto o uno verso il basso. Non sa se il suo posto naturale nella società sia quello che occupano o quello sotto. Inadatti al mondo e comunque sempre dipendenti dai potenti. Addormentati per quanto possibile moderatamente accontentati non hanno ragioni per battersi, non devono nemmeno sopravvivere. Si consumano come una candela in una stanza dove non c'è nessuno. INUTILMENTE. Io sono qui dentro. Io mi sto consumando lentamente ma nemmeno poi troppo. Guardo verso l'alto e non provo rivalsa, non provo invidia, non provo stimoli per raggiungere gradini sopra. Io non voglio progredire nel metro sociale. Io quando guardo sopra ODIO. Quando guardo sotto .. mi imbarazzo. Ma io.. sono un disadattato.

giovedì 22 luglio 2010

A proposito di problemi che non esistono.

Ci sono .. non sono morto... mi sto alienando dalla società ma conservo ancora una piccola capacità di incazzarmi.
Leggo su La Stampa questa notizia

La paura dei Cattolici di scomparire dalla politica....
Non ci credo. Lo rileggo.
Davvero esiste questa paura.
Mi viene da ridere.
Questo schifo di paese è permeato da ogni parte da ipocrita buonismo e strumentalizzazioni del divino per avallare bassissimi progetti umani. La cosa che mi provoca un attimino di fastidio è la seguente. I cattolici in parlamento (destra e sinistra) rappresentano una maggioranza. Praticamente un partito sopra i partiti. Questo fa si che le questioni morali abbiano un unica soluzione. Non voglio fare il Mangiapreti, lungi da me schierarmi contro per partito preso. Ma francamente la faccia di culo di dire, non interferiamo nella politica, e poi avere un cosi grande progetto di "Larga intesa" mi fa sorridere. Che non siano Preti quelli in parlamento non cambia niente. Non mi interessa. Per quello che da LAICO considero come individuo, uno con una gonna o no resta un individuo. Pertanto pericoloso alla stessa maniera nella lucida valutazione di un progresso. Progresso che è sempre lontano anni luce dalle mentalità conservatrici di tutti gli istituti di "fede".
Il fatto che la chiesa eserciti una pressione INCREDIBILE in tutte le questioni di Governo oramai mi sembra un fatto. Qualunque cattolico che me lo possa contestare non suscita in me nemmeno la forza di una risposta. Che palle. Mi avete francamente stancato.
Ipotizziamo io sia ateo. Ateo che non crede in Dio. Ateo che non crede nella sacra famiglia e nella chiesa, nell'istituzione della fede, ateo che creda che la vita e mia e non di un fantomatico "Signore". Ipotizziamo che io sia il peggior soggetto dal punto di vista CATTOLICO, ma un soggetto normalissimo dal punto di vista Sociale. Faccio un esempio. Non credo in Dio. Non credo nel matrimonio cattolico, non credo ai sacramenti, e credo fermamente di poter disporre della mia vita e della mia esistenza privatamente senza che nessuno ci metta il becco (signori con gonna e cappellino compresi).
Contemporaneamente non sono mai stato in galera, non ho rubato, non ho ucciso, partecipo alla vita sociale del mio paese, credo nella libertà e pensate non ho nemmeno mai Toccato un minorenne nei suoi posti speciali. Ora. Perchè non vi levate dalle palle e mi lasciate il mio SACRO (Forse davvero l'unica cosa sacra che esiste) diritto di vivere come diavolo mi pare?
Ok mi calmo.
Si mi calmo perchè i toni sono importanti ma è frustrante davvero vedere divorziati parlare di matrimoni, pedofili parlare di giovani. Insomma ipocrisia.
Ora sono uomini e gli uomini sbagliano. Io sono un uomo. Sbaglio. E consiglio vivamente a chi mi avesse preso come guida spirituale o un esempio sociale di smettere di farlo subito!!!! Questa è la mia opinione, la mia diversità, la mia libertà di espressione. Non voglio adepti del cazzo non voglio fare proseliti. Questa è la differenza. IO PARLO PER BOCCA DI SIMONE DEMARIA un qualsiasi nessuno che vuole essere lasciato in pace e vuole le condizioni più normali e più libere di esistenza. Chi parla per altri. NON MI CONVINCE. MAI. Foss'egli un politico un prete o un alieno.
Quanto, a questo popolo di mangiapizza, dovrà servire prima di rendersi conto che trovare sempre un nuovo padrone non fa di noi una democrazia compiuta?
Quanto tempo servirà ancora, a me come individuo, per stancarmi di sta gente e professarmi ateo e predicare l'ateismo?
Se Dio ha scelto questi figuri perchè parlino per lui, ha preso il piu grande abbaglio dalla notte dei tempi (forse secondo solo alla creazione delle zanzare). Cioè proprio una cappella micidiale Signore.
E se mi posso permettere sua Altezza.
Questi comandano non obbediscono, questi sono violenti non consolano, questi delinquono non vivono di virtù, questi parlano non fanno. E non mi parlate dei missionari perchè non è che un argomento è buono per sempre (altrimenti perchè non parlare di tutte le cose buone che ha fatto Hitler). Signore in definitiva. Mi sta davvero passando la voglia. Preferisco credere che Lei non esista. Perchè non può .... dico non può .. un essere Perfettissimo Salvatore Signore. .. scegliere dei simili farabutti come schiera di suoi profeti elettissimi.
Dopo questo post, brucerò all'inferno.
Speriamo di essere solo in buona compagnia.


martedì 8 giugno 2010

Mi permetto

Non voglio publicizzarmi. .. ma si voglio farlo ... in fondo questo è il mio blog. Solo mio pertanto faccio quel cazzo che mi pare.

Voglio ringraziare e ringraziare ancora tutti i presenti in quella fantastica serata dove per soli 10 minuti. Solo 10 mi hanno dato l'illusione di essere vivo e utile. Grazie mille perchè è stato davvero divertente, forte, emozionante, commovente, sorprendente e soprattutto gratuito.

Soprattutto luigi che ha girato un video .. come dire ... fermissimo

Vi allego il video.

Grazie Mille ancora

martedì 1 giugno 2010

Sta succedendo veramente?

Se un giornalista dice che sparare è giusto guadagna soldi. Il suo editore (il presidente del consiglio) è contento e dopo essersi fatto succhiare per l'ennesima volta le gonadi probabilmente darà al bravo direttore un contentino di sorta. Ma costui si professa "libero". Per cui perchè io come "libero" e comune cittadino se dico che sarebbe giusto sparare ad un dittatore o ad un presidente che nasconde i suoi loschi affari infischiandosene del popolo (che ha come unico scopo l'assunzione di potere, quel maledetto potere che esercitato sulle persone giuste porta molto fieno in cascina anche a dispetto delle più semplici regole di convivenza umana) corro il rischio di venir arrestato, rinchiuso e accusato di terrorismo?

Vittorio Feltri il giornalista capo de "Il giornale" scrive testuale .. "Israele ha fatto bene a sparare, sono morti dieci amici dei terroristi".

Ora io sono un POLLO ITALIANO, ma non ho sentimenti anti-israeliani. Non me ne frega un cazzo del nome di cui si fregia un personaggio per rivendicare la sua appartenenza ad un lurido stato che nella migliore delle ipotesi lo governa sottraendogli diritti. Inoltre credo davvero che potrebbero chiamarmi con gli insulti più infami per distinguermi dal buon vecchio e caro Feltri e ne sarei immensamente onorato. Sarei onorato di essere cosi schifosamente diverso dalla brava gente che il giornale lo compra. Sono contento di sentirmi definire codardo, antidemocratico, antiliberale, antiamericano, antisraleliano, rincoglionito, fannullone, buono a nulla, ricchione, negro (per altro noto con piacere che nessuno di questi posso considerarlo come un insulto) solo per sentirmi tacciare come diverso rispetto alla brava gente. Feltri per la verità non è che una punta, non è che un brufolo su un culo che nasconde abilmente un cancro infame che esercitando o assoggettandosi al potere di questa "brava gente" demolisce la libertà.

Ora, l'editoriale illuminato di cui parlo sta a questo indirizzo.

L'ho trovato su google.
Ovviamente mi si potrebbe chiedere: visto e considerato che lo critichi lo hai letto?
La risposta è: ci ho provato. Ma il conato di vomito che mi è preso mi ha impedito di continuare la lettura. Ho inoltre numerosi pregiudizi verso l'elemento che l'ha scritto e questo sicuramente ha fatto la sua parte. Io non ho l'obbligo dell'attendibilità delle fonti o di leggere le opinioni opposte. Io non sono un giornalista. Io sono un cialtrone che ha un blog. Io sono un povero coglione che è stanco di tutta la brava gente che lo circonda. Sono stanco di sentire parole come "sovranità di israele o di qualsiasialtrocazzodistato". Odio i sovrani. Odio i potenti. Odio la brava gente per bene. Ora, facciamo cosi. Chiariamoci. E' giusto sparare?
Se è cosi non si lamenti la "brava gente" dei climi di odio che si vengono a creare. Le regole del gioco le stanno facendo loro. Io non credo sparerei a nessuno, nel senso che mi mancherebbe il coraggio. Credo di essere talmente codardo che non solo non mi arruolo per opprimere un'altro popolo portandogli la mia pace, ma mi farei addirittura impallinare come uno stronzo da un qualsiasi oppressore perchè ho troppa paura, per imbracciare un arma. Detto questo. Mai dire mai. E la storia insegna che alzando il clima di violenza la violenza è assicurata. Vedremo quando spareranno alla brava gente se questa si sentirà di dare un giudizio in merito all'argomento.
Come mi piacerebbe lasciare questa società oggi.

Dio che schifo mi fate.

giovedì 27 maggio 2010

Spiritosi


Silvio Berlusconi (il vostro presidente del consiglio) dichiara:

Dobbiamo
fare enormi sacrifici!! (Noi e chi??)

Siamo tutti sulla stessa barca! (AHAHAHHHAHAHAHHAHAHAHA)

La manovra correttiva (chissà poi cosa cazzo dovrò correggere io che guadagno appena i soldi che mi servono per vivere) Non toccherà pensioni e non farà aumentare le tasse (AHAHAHA Cazzo lo sapevo che era il figlio di Dio!!! Il prossimo sarà ... Giulio, alzati e cammina!!!!)

C'è lo io un idea ... sacrifici ok ... MA UMANI...





mercoledì 26 maggio 2010

SATIRA "PREVENTIVA"


Senza Parole

lunedì 24 maggio 2010

Campioni d'europa.

Premessa .. non sono interista.
Mi sono divertito molto ad assistere alla conquista della Champion's League da parte della formazione nerazzurra. Il fatto che fossero a digiuno di vittorie da qualche anno ha amplificato la sensazione di trionfo. Per altro da incompetente del calcio, posso solo dire che quel Milito è davvero divertente, e che vedere l'inter di questo periodo giocare al calcio mi diverte. Bellissime anche le coreografie della tifoseria allo stadio. Ma non sarei un rompicoglioni se vi spiegassi semplicemente che mi sono divertito. Ad un certo punto della serata un collegamento con piazza del duomo a Milano. Non si vede la piazza. Gremita? Di più... invasa. In quel momento non ci stavo nemmeno pensando ma una domanda del signor Giancarlo, interista nel cuore da più di mezzo secolo, che guardava la partita con me, o meglio che mi ha ospitato a casa sua per vedere la partita, mi lascia pensoso. "Si è mai vista una folla del genere ad una manifestazione per il lavoro?". Nell'attesa di vedere 50mila persone interessate al mondo e alla loro condizione di cittadini dello stesso ... complimenti inter ..bella partita bel torneo .. e bella vittoria.

lunedì 10 maggio 2010

... una bella poesia



Icaro


Io non accuso il soffio di burrasca
che ha riappiccato la fiamma del mio petto
preso d’assedio e poi tenuto stretto
e poi la resa più dolce che conosca

Io non rimpiango il volo della mosca
che contro il vetro spinge le ali al sole
che, come Icaro, brucia perché vuole
toccar lampade accese, portare il fuoco in tasca

Esco tra voi la luce nelle mani
sorrido, parlo e dico cose futili
innalzo persino argini inutili
contro il pensiero che inonda ogni domani
ogni ora futura:
io amo ed ho paura

Perché amore nella tua bocca amara
mi tieni l’anima stretta fra i denti
e sono cinque, son dieci e sono venti
sono cent’anni che sbaglia e non impara:
quanta fatica avara.
Perché amore nella tua bocca amara
mi tieni l’anima stretta fra i denti
e sono cinque, son dieci e sono venti
sono cent’anni che sbaglia e non impara:
quanta paura

Esco tra voi col viso d’ogni giorno
ma mi nascondo dentro un turbine radioso
mi chiudo in petto un male insidioso
che non ha cura:
io amo ed ho paura

E non rimpiango la vita d’ogni giorno
cui indifferentemente passo affianco
e incomprensibilmente non mi stanco
di questa mia tortura:
io amo ed ho paura

E non accuso la bellezza straordinaria
che mi sprofonda scafandro in fondo al mare
solo vorrei prima che manchi l’aria
capire se tu mi potrai amare
prima di soffocare
se tu mi puoi amare

Perché è amaro nella tua bocca amore
sentirsi l’anima stretta fra i denti
scavate gallerie, gettate ponti
sono cent’anni che vivo di paure

Questo dolore che ansima e travolge
danzalo amore, non farlo più tornare
travolgi ogni paura d’amare
e dammi un bacio con la tua bocca dolce

...e dammi un bacio con la tua bocca dolce


Conati #4

Un momento di bellezza


Non passa un momento di bellezza
so, non scivola nel tempo del vissuto
resta appeso senza orario nella grazia
nell'attesa d'altro attimo accresciuto.

l'uomo stupido non riesce a ricordare
quando il cuore gli si sgonfia dell'amare
di quell'attimo un momento pieno e forte
vita vera rapinata alla sua morte.


lunedì 3 maggio 2010

Che noia....

.. non so...

Sono giorni che leggo le testate online ... sono giorni che taccio .... non so come ma l'interesse verso quello che succede scende.. scende .. scende.

E' colpa mia ... non so se esista o meno una ragione a questo. So che le vicende d'italia sono sempre le stesse. So che continua la mia lenta e inesorabile alienazione da questo mondo...


In ogni caso perchè nessuno possa dire che questa mia ultima possa essere una missiva pre suicidio dirò qualcosa che accade nel mondo.

Un'altra volta un sistema economico mette in ginocchio una nazione e la condanna a debiti a vita con i suoi vicini che guarda caso sgomitano per inviare soldi. Di contro altre nazioni si preparano al collasso. E a forza di aiutarci a vicenda finiremo probabilmente tutti in questo baratro oscuro. Ho visto persone in piazza dar fuoco ai cassonetti come alle loro ultime risorse per dire "non vogliamo essere schiacciati" e telegiornali annoverarli tra gli anarchici disturbatori.
A parte il fatto che comincia a darmi parecchio fastidio sentir parlare di anarchici ogni qual volta succede un casino resta il fatto che la Grecia tutta protesta e in tv ci vanno soltanto coloro che si possono accusare di essere faziosi o comunque non inseriti nel sistema capitalistico vigente. L'informazione televisiva fa ridere. Il capitalismo sta piano piano consumando le vite di milioni di persone che vivono in quello che si chiama occidente sviluppato. Non so quanto possa durare. Spero ancora poco. Prima o dopo la gente non crederà più a questa società e alla sua informazione.
Forse la mia è solo la speranza di vedere altra gente come me per non sentirmi alienato e sbagliato allo stesso tempo.

Chissà ... magari qualcosa prima o poi succederà...